Suburra
Casa/locale degli Adami, interno notte. Lo sguardo azzurro di Numero 8 si rispecchia nella vetrata appannata che si affaccia su un lido di Ostia che si accende e si spegne al ritmo delle parole pronunciate dal malavitoso con, in sottofondo, il pezzo Outro degli M83, la cui musica pop è fonte della colonna sonora del film. Questa sequenza centrale di Suburra fa parte dei miei ricordi: ricordo di una proiezione su grande schermo con la musica a tutto volume; ricordo dello choc di fronte al carisma di Alessandro Borghi che presto sarebbe diventato un mio oggetto di studio nonché uno degli attori più bravi del panorama cinematografico contemporaneo; ricordo di un’impressione intensa regalata da quello che solo il cinema in quanto insieme di segni sa offrire. Perché sì, un film è proprio un dispositivo magico che ci spinge ad emozionarci. E questa scena di Suburra mi ha ricordato, se fosse necessario, che, prima di essere uno studioso di cinema, io rimango uno spettatore di cinema.