Avrò avuto 8 o 9 anni e il televisore era un vecchio modello in bianco e nero, a casa della mia nonna materna. Un pomeriggio annoiato, io che mi sottraggo al sonnellino pomeridiano. È estate, forse e a quell’ora i cartoni animati non sono ancora iniziati, perciò faccio zapping tra i canali sperando di trovare un buon sostituto. Titoli di testa, inizia adesso e non c’è niente di meglio, vediamo cos’è… anni dopo, da adolescente, sfogliando le riviste di cinema che acquistavo regolarmente, avrei scoperto che quel film che per anni aveva abitato la mia memoria e la mia fantasia s’intitolava Sabrina, l’attrice protagonista era stata una celebre diva cinematografica e quello era considerato un capolavoro della Storia del cinema, diretto da un Maestro della regia. Un’inquadratura in particolare, di lì in avanti avrebbe sintetizzato per me l’idea del cinema in quando fabbrica dei sogni: campo medio, Audrey Hepburn che scrive a un tavolo, Montmartre fa capolino in retroproiezione, sullo sfondo.