La donna del miracolo
La donna del miracolo di Frank Capra anticipa di qualche anno le strategie formali «classiche» proprie del cinema della metà degli anni Trenta. Pur presentando in maniera strutturata le modalità della «scrittura classica», il fascino della pellicola risiede proprio nell’assenza di un elemento cardine della classicità: il paradigma mulveyano. Il protagonista maschile (David Manners) che si innamora della predicatrice Florence Fallon (Barbara Stanwyck) è infatti un aviatore che ha perso la vista durante un incidente. Il film fallisce nell’attuazione dell’istanza mulveyana – l’elemento femminile presentato come oggetto mediante la soggettiva maschile – nel rapporto col partner, e questa assenza a livello formale ne pregiudica anche il valore semantico: la pellicola sembra non funzionare completamente nella parte centrale, quella della love story, dove la dialettica tra soggetto maschile e femminile finalizzata alla formazione della coppia eterosessuale sembra venir meno.
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